Un Luogo di spiritualità dalla storia millenaria
Il Monastero di Sant’Elia
Tappa imperdibile per coloro che desiderano esplorare le radici storiche e spirituali della Calabria. La sua importanza storica, artistica e religiosa lo rende un sito di notevole interesse per chiunque voglia approfondire la ricca eredità culturale dell’Italia meridionale.
La storia del Monastero
Il complesso architettonico di Sant’Elia Vecchio si trova in località Corda, la sua più antica menzione archivistica risalirebbe alla prima occupazione normanna e ad un discusso documento del 1062.
La prima attestazione certa del monastero, definito basiliano, risale invece ad bolla di Papa Alessandro VI Borgia del 1493. Nel 1632 il convento divenne struttura della Riforma carmelitana di Monte Santo, i monaci lo abbandonarono nel 1662 dopo i danni causati dal terremoto del 1659.
Il monastero è caratterizzato dai resti del Sancta Sanctorum, un vano a pianta quadrata chiuso da una cupola, la navata ed i resti dell’antico cenobio.
Nel 1991 una campagna di scavi ha messo in luce l’intera planimetria con 13 ambienti tra cui la cella del priore, l’ampio corridoio centrale, il cellare, la cappella di Sant’Elia con i resti di un altare, tracce di affreschi ed un pozzetto di forma quadrata.
L’ epigrafe che recita «Signore, vieni in aiuto del tuo servo, Signor Costantino vescovo» ha consentito la datazione della cappella alla fine del XIV-XV.
Sul lato esterno del Sancta Sanctorum, nel lato rivolto verso la Chiesa, una tamponatura intonacata riempie l’arco santo alla cui sommità è posto uno stemma in pietra riferito alla fusione fra le famiglie Loffredo e Caracciolo, signori di Maida.





